
COMUNICATO STAMPA
Stati Generali dell’Ambiente delle Marche: a Jesi la 2ª Assemblea regionale sull’aggiornamento del Piano Rifiuti
“Custodire il presente, seminare il futuro”: confronto pubblico su inceneritore, riciclo effettivo, tariffa puntuale e impianti di recupero di materia
JESI – Si è svolta ieri a Jesi la 2ª Assemblea regionale degli Stati Generali dell’Ambiente delle Marche, promossa da Marche a Rifiuti Zero ETS e da un network regionale di associazioni ambientali, con l’obiettivo di fare il punto sul procedimento di aggiornamento de Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, condividere ulteriori contributi tecnici e civici e consolidare la rete regionale che si è formata attorno al tema.
Ad aprire i lavori è stato Daniele Antonozzi, presidente di Marche a Rifiuti Zero ETS, che ha richiamato il senso dell’assemblea come occasione di confronto aperto e operativo. Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Custodire il presente, seminare il futuro”, è stato indicato come invito all’azione concreta: già dal giorno successivo, a Fano, è stato annunciato un nuovo appuntamento del progetto Joinable, una mattinata di pulizia dell’ambiente costiero alla foce del fiume Metauro, nella Zona di Protezione Speciale “Fiume Metauro da Piano di Zucca alla foce”, come ricordato da Renato Frontini, presidente di AMAP Marche. Antonozzi ha inoltre sottolineato la necessità di lavorare per rendere le discariche esistenti più longeve attraverso processi di recupero di materia ed economia circolare.
Il Vicesindaco di Jesi Samuele Animali ha ribadito che la transizione deve essere governata e non decisa “a colpi di conflitto”: l’incontro ha evidenziato la necessità di perseguire soluzioni condivise e tecnicamente valide, tenendo conto del contributo e della sensibilità di tutti, attraverso comunicazione e informazione.
È intervenuto quindi Tiziano Consoli, assessore regionale, ricordando che la normativa europea impone un limite del 10% al conferimento dei rifiuti in discarica. In questo quadro, il Piano regionale propone la costruzione di un inceneritore, che non sostituirebbe la raccolta differenziata ma si affiancherebbe ad essa, con l’obiettivo dell’autosufficienza impiantistica. Consoli ha citato i dati regionali: 780 mila tonnellate di rifiuti prodotte e una percentuale di riciclo effettivo ferma al 48%, evidenziando la necessità di aumentare la raccolta e migliorarne la qualità per raggiungere gli obiettivi europei. L’assessore ha inoltre richiamato altre politiche ambientali in corso (Agenda 2030, aree protette, energia rinnovabile) e la tutela del territorio.
Nel confronto, Gianluca Fioretti, socio fondatore e componente del direttivo dell’Associazione nazionale Comuni Virtuosi, ha ribadito che la gestione dei rifiuti deve seguire i principi della piena sostenibilità e ha espresso una posizione contraria all’inceneritore, ritenuto incompatibile con una gestione sostenibile e con l’evoluzione delle politiche europee.
Il consigliere regionale Andrea Nobili ha richiamato la dimensione democratica delle scelte politiche. Nel merito ha contestato l’impostazione del Piano, definendolo un tradimento dell’economia circolare e segnalando un possibile effetto di lock-in per decenni; ha inoltre lamentato carenze nei passaggi partecipativi e richiamato nodi di governance, citando l’ipotesi di ATA unica.
Il contributo tecnico di Paolo Contò, Direttore Generale del Consiglio di Bacino Priula (Treviso), ha ripercorso la storia del modello del suo territorio: dalla bassa raccolta differenziata degli anni ’80 e l’emergenza nelle strade, fino all’avvio negli anni 2000 del sistema porta a porta e della tariffa puntuale con transponder. Contò ha sottolineato il valore della relazione “uno a uno” tra utente e gestore e la centralità del cittadino, indicando come obiettivo futuro la riduzione del secco residuo.
Raphael Rossi, Amministratore Unico di Progetto Ambiente S.p.A. (Aprilia), ha richiamato episodi significativi della storia italiana dei rifiuti e ha insistito sulla differenza tra raccolta differenziata e riciclo effettivo, soffermandosi sul divario tra 72% di RD e 48% di riciclo effettivo nelle Marche, attribuendo parte delle criticità a errori di conferimento. Rossi ha inoltre evidenziato come l’inceneritore possa determinare un ingessamento del sistema per molti decenni, perché l’impianto non può restare fermo ed è quindi soggetto a logiche di rigidità economica e gestionale.
Luigi Romagnoli, presidente di Salviamo il Futuro, ha richiamato i rischi economici e ambientali dell’inceneritore, con particolare attenzione ai PFAS e al tema delle ceneri, osservando che il Piano non prevede una discarica dedicata.
Nel dibattito è tornato poi Tiziano Consoli, ricordando che le Marche pagano “30 anni di mancate scelte” e invitando tutti al dialogo e al confronto, pur ritenendo tardive alcune soluzioni alternative all’inceneritore in relazione a un’emergenza in atto.
Per il Comune di Jesi, l’assessore all’ambiente Alessandro Tesei ha richiamato l’impegno in campagne di sensibilizzazione e formazione sulla raccolta differenziata, sottolineando come anche il linguaggio dell’informazione, anche con ironia, possa contribuire ad aumentare consapevolezza e cura del territorio. Osservazioni condivise da Lucia Campanella, consigliera comunale, che ha invitato a costruire impianti di riciclo per migliorare i tassi di riciclo effettivo, collegando il tema alle politiche industriali e al lavoro.
Francesco Veterani, portavoce del Comitato di Urbino contro la discarica di Riceci, ha richiamato la battaglia per un impianto previsto a pochi chilometri dal centro storico UNESCO, evidenziando come il comitato abbia lavorato anche per stimolare riduzione dei rifiuti e responsabilità individuale; ha invitato la politica a promuovere pratiche diffuse che blocchino la produzione di rifiuti alla fonte.
Pierluigi Ferraro (Movimento 5 Stelle) ha definito l’inceneritore una soluzione “pigra” e costosa per i cittadini, citando anche la futura carbon tax; ha indicato come priorità l’introduzione immediata della tariffa puntuale (“più rifiuti produci più paghi”), utile anche per incentivare scelte di acquisto con meno imballaggi.
Il Sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo ha osservato che la costruzione di una situazione di emergenza rischia di orientare decisioni senza consentire ai cittadini di maturare consapevolezza. Ha richiamato la necessità di una forte operazione culturale e di un percorso che aiuti le comunità a comprendere e affrontare la complessità, ricordando come le città siano in prima linea nelle sfide globali, dai cambiamenti climatici alla qualità della vita.
Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche, ha evidenziato che la Regione per anni ha corso sulle politiche dei rifiuti, mentre oggi ha rallentato e con la termovalorizzazione rischia di fermarsi. Per riprendere a correre, ha detto, servono impianti industriali di riciclo: senza di essi l’economia circolare resta un miraggio.
Stefano Sanchioni, presidente del Comitato AmbienteVivo di San Costanzo, ha espresso contrarietà alla politica del Piano che considera strategico l’ampliamento delle discariche, richiamando l’impatto sulle popolazioni che convivono da anni con tali impianti.
Pamela E. Degele ha presentato una ricerca sul ruolo delle donne nella governance ambientale delle Marche e ha invitato le donne presenti a partecipare e fare rete.
È intervenuto anche Paolo Gattafoni, Presidente del Cosmari, sottolineando la necessità di campagne di sensibilizzazione nelle scuole e tra i cittadini per migliorare quantità e qualità della raccolta differenziata; ha inoltre sostenuto lo sviluppo delle “fabbriche” di materie prime seconde, osservando un progressivo calo delle performance e segnali di stanchezza nella cittadinanza.
Eddy Prosperi (Associazione Nuova Salvambiente) ha proposto un percorso condiviso con associazioni, esperti e cittadini per definire un piano rifiuti alternativo, indipendente e centrato sulla gerarchia dei rifiuti, con l’obiettivo di colmare il vuoto percepito del Piano attuale.
In conclusione, Raphael Rossi ha richiamato una recente ricerca dell’Università di Pisa che individua una “ricetta” per una gestione ottimale: visione politica, obiettivi tecnici, professionalità, misurazione e correzione di rotta. Ha quindi rilanciato la proposta di sviluppare impianti di riciclo di materia (plastica, carta, legno, metalli e RAEE) e impianti di compostaggio.
A chiudere, Paolo Contò ha sottolineato come anche i segnali deboli possano anticipare i risultati se ben governati, invitando a leggere ogni problema come opportunità di cambiamento e innovazione.
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